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The collection of the works of Lorenzo Ferri

What is sacred in art is beauty

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The world-famous collection

The Monumental Nativity Scene

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Life in the works of Lorenzo Ferri

Master's sculptures and paintings

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46 years dedicated to the Holy Shroud

The Most Important Sindonic Study

MUSEUM GUIDE

Informations

Open's hour

Mon-Fri 9:00 - 19:00
Sat-Mon 10:30 - 12:30 | 16:30 - 19:30

Address

Via Cavour, 23 – 00033 Cave (RM)

Tickets

FULL
€ 3

RIDUCED
€ 2.50
(residents, groups of more than 20 people,
children 3-18 years old, over 65)

FREE
(disabled + 1 companion
children 0-3 years old)

WELCOME

City of Cave Civic Museum

The City of Cave Civic Museum was inaugurated on December 7, 2013, and was dedicated to the artist Lorenzo Ferri (1902-1975) who was a sculptor, painter, restorer, sindonologist, and master of art.

Sculptor, Restorer and Sinologist

Lorenzo Ferri (1902-1975)

On December 7, 2013, the City of Cave Civic Museum dedicated to the artist Lorenzo Ferri (1902-1975), who was a sculptor, painter, restorer, sindonologist and master of art, was opened.

The Collection

The museum consists of three museum sections the one located in the former Mattei Hospital and the two located in the former Augustinian Convent.
The two venues house plaster works by Master Lorenzo Ferri donated by the artist’s heirs to the municipality of Cave.

The works in the former Mattei Hospital venue are arranged in chronological order to give visitors a clear and unified view of the artist’s journey.

Presentation of the Museum

Video presentation of the City of Cave Civic Museum Lorenzo Ferri narrated by Mayor Angelo Lupi, Museum Director Tiziano Cinti, and Culture Councillor Silvia Baroni.

Play Video

Non solo si doveva bilanciare lo slancio verticale della magnifica chiesa barca, ma anche la piattaforma a tre metri dal piano del pavimento, il che “…poneva grandi problemi di rapporti di misure, armonizzazione di linee, di masse e volumi. le misure, secondo lo scultore, dovevano essere suggerite dagli stessi rapporti costruttivi del tempio: il rettangolo doppio quadrato, 1:2” … “L’eccezionalità del carattere monumentale.. escludeva gli elementi del presepio tradizionale, eliminando quei tratti folcloristici e pittorico teatrali, pur d’effetto, ma fondeva gli elementi paesistici e della grotta per delineare con le masse una linea curva concava…”.
Nella relazione si legge che “… la simmetria, obbligata, era resa meno geometricamente scontata da una zona dinamica di linee a sinistra e una statica a destra equilibrantesi al centro nel Bambino, punto di convergenza anche della luce, massima e calda al centro, freddo e lunare ai lati, una illuminazione senza ombre..”.
Lo scultore montò una piattaforma in scala nel suo studio, per misurare gli effetti di scorcio e correggerli prospetticamente. Tutto questo si è perso, assieme alla configurazione originale delle statue, alle scenografia, all’ambientazione in Sant’Andrea della Valle e al ‘fuoco fisso’ dell’osservazione. Le statue , ridotte all’essenziale, hanno oggi una diversa rilevanza. Il bambino appare sovradimensionato per ragioni prospettiche sia perché la Madonna si trovava nel punto più alto della scena a oltre tre metri, sia prece doveva essere la replica esatta di quello ‘modellato da San Vincenzo Pallotti’ e come quello antico, smontabile per essere mostrato ai fedeli. In 3 mesi lo scultore realizzò i bozzetti delle statue a 1/3, compreso un plastico illuminato. Le statue furono abbozzate nude e poi vestire: si effettuò una ricerca storica e poi, per la posa, si noleggiarono i costumi dalle sartorie teatrali. Posò il figlio Sirio per il San Giuseppe, per il re Assiro l’ex campione di boxe Erminio Spalla, per il re Indiano inginocchiato un nerboruto ospite ottantenne del Cottolengo Don Orione, la testa è l’autoritratto dello scultore. Le statue furono realizzate in 9 mesi. Ferri rielaborò la Madonna michelangiolesca e San Giuseppe in senso spiritualistico: “..o tradizionalistico-classico, non soddisfacevano l’artista e i padri. Mi ritirai nel mio studio: c’erano la parte centrale, la parte spirituale, la più importante, dell’opera. Furono 60 giorni di lavoro continuo. Lavorai di giorno, lavorai di notte per vedere su luci violente gli effetti plastici”…”distaccare nettamente il mondo materiale, raffigurato dai Re magi, esaltando il mondo spirituale, raffigurato dai Re magi, esaltando il mondo spirituale con le linee purissime e semplici della Vergine”.
L’evoluzione stilistica della sua ricerca lo porterà a un cambiamento sostanziale nelle forme e nei panneggi che si può apprezzare anche contemporaneo bozzetto per il concorso di secondo grado per le Porte di San Pietro. I padri Pallottini in seguito, pressati da difficoltà economiche, perderanno interesse, e il presepe sarà collocato nella cripta della Chiesa Regina Pacis, dove verrà inaugurato nel 1952. Questo grande spazio voltato a crociera, ambiente particolarmente suggestivo, oggi accoglie degnamente il Presepe Monumentale.