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Educational proposals for schools

Educational proposals include museum projects of guided tours, educational workshops and excursions for school students of all grades.

Thematic Guided Tours

Guided tours actively involve students and are preparatory to educational workshops.

TALKING PORTRAITS

A survey through the expressions, movement, and gestures of the sculptural portraits of illustrious men, historical figures, and poets encountered by Lorenzo Ferri

REAL LIFE MODELS

A walk through the halls of the Museum devoted to the study of the different poses and movements of statues of women and maidens, who posed from life for the artist.

SACRED SCULPTURES

A journey into the spirituality of the artist from his conversion to his death through the observation of bas-reliefs, sketches and sculptures.

Educational Laboratories

Each workshop is calibrated to the age of the pupils and explores the stages of Lorenzo Ferri’s working process. The activities are designed to stimulate the pupil’s imagination and limmagination in full autonomy.

DRAWS A SCULPTURE

Observation of a work discovered during the guided tour and reproduction with pencils and charcoals. The purpose of the activity is the study and analysis of the artwork in a direct way.

A FRIEND BAS-RELIEF

Reproduction of a classmate’s face by experimenting with the bas-relief technique. The goal of the workshop is to imitate the artist’s process in observing a model from life.

MEMORY IN THE ROUND

Creation of a sculpture in the round observed during the visit and memorized for reproduction.Through hands-on exercise, students practice their skills in learning and observing details…

Excursion

LORENZO FERRI AND CAVE

A walk through the places traveled by the artist to understand his relationship with the town of Cave.

Modalities of Participation

Reservations for the proposed activities are compulsory and must be received at least 15 days before the chosen date by filling out the form that will be forwarded via email to the referring teacher.

Non solo si doveva bilanciare lo slancio verticale della magnifica chiesa barca, ma anche la piattaforma a tre metri dal piano del pavimento, il che “…poneva grandi problemi di rapporti di misure, armonizzazione di linee, di masse e volumi. le misure, secondo lo scultore, dovevano essere suggerite dagli stessi rapporti costruttivi del tempio: il rettangolo doppio quadrato, 1:2” … “L’eccezionalità del carattere monumentale.. escludeva gli elementi del presepio tradizionale, eliminando quei tratti folcloristici e pittorico teatrali, pur d’effetto, ma fondeva gli elementi paesistici e della grotta per delineare con le masse una linea curva concava…”.
Nella relazione si legge che “… la simmetria, obbligata, era resa meno geometricamente scontata da una zona dinamica di linee a sinistra e una statica a destra equilibrantesi al centro nel Bambino, punto di convergenza anche della luce, massima e calda al centro, freddo e lunare ai lati, una illuminazione senza ombre..”.
Lo scultore montò una piattaforma in scala nel suo studio, per misurare gli effetti di scorcio e correggerli prospetticamente. Tutto questo si è perso, assieme alla configurazione originale delle statue, alle scenografia, all’ambientazione in Sant’Andrea della Valle e al ‘fuoco fisso’ dell’osservazione. Le statue , ridotte all’essenziale, hanno oggi una diversa rilevanza. Il bambino appare sovradimensionato per ragioni prospettiche sia perché la Madonna si trovava nel punto più alto della scena a oltre tre metri, sia prece doveva essere la replica esatta di quello ‘modellato da San Vincenzo Pallotti’ e come quello antico, smontabile per essere mostrato ai fedeli. In 3 mesi lo scultore realizzò i bozzetti delle statue a 1/3, compreso un plastico illuminato. Le statue furono abbozzate nude e poi vestire: si effettuò una ricerca storica e poi, per la posa, si noleggiarono i costumi dalle sartorie teatrali. Posò il figlio Sirio per il San Giuseppe, per il re Assiro l’ex campione di boxe Erminio Spalla, per il re Indiano inginocchiato un nerboruto ospite ottantenne del Cottolengo Don Orione, la testa è l’autoritratto dello scultore. Le statue furono realizzate in 9 mesi. Ferri rielaborò la Madonna michelangiolesca e San Giuseppe in senso spiritualistico: “..o tradizionalistico-classico, non soddisfacevano l’artista e i padri. Mi ritirai nel mio studio: c’erano la parte centrale, la parte spirituale, la più importante, dell’opera. Furono 60 giorni di lavoro continuo. Lavorai di giorno, lavorai di notte per vedere su luci violente gli effetti plastici”…”distaccare nettamente il mondo materiale, raffigurato dai Re magi, esaltando il mondo spirituale, raffigurato dai Re magi, esaltando il mondo spirituale con le linee purissime e semplici della Vergine”.
L’evoluzione stilistica della sua ricerca lo porterà a un cambiamento sostanziale nelle forme e nei panneggi che si può apprezzare anche contemporaneo bozzetto per il concorso di secondo grado per le Porte di San Pietro. I padri Pallottini in seguito, pressati da difficoltà economiche, perderanno interesse, e il presepe sarà collocato nella cripta della Chiesa Regina Pacis, dove verrà inaugurato nel 1952. Questo grande spazio voltato a crociera, ambiente particolarmente suggestivo, oggi accoglie degnamente il Presepe Monumentale.