Skip to content

The Museum's collection

Former Mattei Hospital

Ground floor

The hall on the ground floor contains the early works.

Former Mattei Hospital

Third floor

The rooms on the top floor contain works created from 1930 to 1950.

Former Mattei Hospital

Second floor

The exhibition rooms on the second floor of the Civic Museum collect works created in the years 1960 to 1975 that exemplify the last creative phase.

Former convent of Augustinian monks

The Monumental Nativity Scene

In the underground environment of the former Augustinian monks’ convent, the famous Monumental Crib is on display.

Former convent of Augustinian monks

Leonardo Ferri Hall - Sindonic Studies by Lorenzo Ferri (1929-1975)

In the adjoining room of the former Augustinian convent are collected Sindonic Studies and sketches of the Janua Coeli Gate of Santa Maria Assunta in Cave.

Former convent of Augustinian monks

Upper Hall

In the upper room of the former convent works by Fallani master Lorenzo Ferri, the sketches for Indonesia, for the Monumental Nativity and for The Monument to St. Francis in Rieti.

Former Mattei Hospital

Ground floor

The hall on the ground floor contains the early works.

Former Mattei Hospital

Third floor

The rooms on the top floor contain works created from 1930 to 1950.

Former Mattei Hospital

Second floor

The exhibition rooms on the second floor of the Civic Museum collect works created in the years 1960 to 1975 that exemplify the last creative phase.

Former convent of Augustinian monks

The Monumental Nativity Scene

In the underground environment of the former Augustinian monks’ convent, the famous Monumental Crib is on display.

Former convent of Augustinian monks

Leonardo Ferri Hall Sindonic Studies by Lorenzo Ferri (1929-1975)

In the adjoining room of the former Augustinian convent are collected Sindonic Studies and sketches of the Janua Coeli Gate of Santa Maria Assunta in Cave.

Former convent of Augustinian monks

Upper Hall

In the upper room of the former convent works by Fallani master Lorenzo Ferri, the sketches for Indonesia, for the Monumental Nativity and for The Monument to St. Francis in Rieti.

Non solo si doveva bilanciare lo slancio verticale della magnifica chiesa barca, ma anche la piattaforma a tre metri dal piano del pavimento, il che “…poneva grandi problemi di rapporti di misure, armonizzazione di linee, di masse e volumi. le misure, secondo lo scultore, dovevano essere suggerite dagli stessi rapporti costruttivi del tempio: il rettangolo doppio quadrato, 1:2” … “L’eccezionalità del carattere monumentale.. escludeva gli elementi del presepio tradizionale, eliminando quei tratti folcloristici e pittorico teatrali, pur d’effetto, ma fondeva gli elementi paesistici e della grotta per delineare con le masse una linea curva concava…”.
Nella relazione si legge che “… la simmetria, obbligata, era resa meno geometricamente scontata da una zona dinamica di linee a sinistra e una statica a destra equilibrantesi al centro nel Bambino, punto di convergenza anche della luce, massima e calda al centro, freddo e lunare ai lati, una illuminazione senza ombre..”.
Lo scultore montò una piattaforma in scala nel suo studio, per misurare gli effetti di scorcio e correggerli prospetticamente. Tutto questo si è perso, assieme alla configurazione originale delle statue, alle scenografia, all’ambientazione in Sant’Andrea della Valle e al ‘fuoco fisso’ dell’osservazione. Le statue , ridotte all’essenziale, hanno oggi una diversa rilevanza. Il bambino appare sovradimensionato per ragioni prospettiche sia perché la Madonna si trovava nel punto più alto della scena a oltre tre metri, sia prece doveva essere la replica esatta di quello ‘modellato da San Vincenzo Pallotti’ e come quello antico, smontabile per essere mostrato ai fedeli. In 3 mesi lo scultore realizzò i bozzetti delle statue a 1/3, compreso un plastico illuminato. Le statue furono abbozzate nude e poi vestire: si effettuò una ricerca storica e poi, per la posa, si noleggiarono i costumi dalle sartorie teatrali. Posò il figlio Sirio per il San Giuseppe, per il re Assiro l’ex campione di boxe Erminio Spalla, per il re Indiano inginocchiato un nerboruto ospite ottantenne del Cottolengo Don Orione, la testa è l’autoritratto dello scultore. Le statue furono realizzate in 9 mesi. Ferri rielaborò la Madonna michelangiolesca e San Giuseppe in senso spiritualistico: “..o tradizionalistico-classico, non soddisfacevano l’artista e i padri. Mi ritirai nel mio studio: c’erano la parte centrale, la parte spirituale, la più importante, dell’opera. Furono 60 giorni di lavoro continuo. Lavorai di giorno, lavorai di notte per vedere su luci violente gli effetti plastici”…”distaccare nettamente il mondo materiale, raffigurato dai Re magi, esaltando il mondo spirituale, raffigurato dai Re magi, esaltando il mondo spirituale con le linee purissime e semplici della Vergine”.
L’evoluzione stilistica della sua ricerca lo porterà a un cambiamento sostanziale nelle forme e nei panneggi che si può apprezzare anche contemporaneo bozzetto per il concorso di secondo grado per le Porte di San Pietro. I padri Pallottini in seguito, pressati da difficoltà economiche, perderanno interesse, e il presepe sarà collocato nella cripta della Chiesa Regina Pacis, dove verrà inaugurato nel 1952. Questo grande spazio voltato a crociera, ambiente particolarmente suggestivo, oggi accoglie degnamente il Presepe Monumentale.