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(Auto)ritratti del ‘900: Pirandello, Morbiducci, Văchal

(Auto)ritratti del ‘900: Pirandello, Morbiducci, Văchal.

Ciclo di incontri alla scoperta dell’Arte Contemporanea Arte Attiva

L'evento previsto per mercoledì alle 16:00 è rimandato al prossimo venerdì.

Nei giorni 7 e 9 dicembre 2022, alle 16,00
Museo civico “Città di Cave”, Sez. Lorenzo Ferri
Sale espositive dell’ex Ospedale Mattei

Si chiama “(Auto)ritratti del ‘900: Pirandello, Morbiducci, Văchal” il ciclo di incontri tematici che
il 7 ed il 9 dicembre 2022 animerà le sale del Museo civico di Cave. È con grande piacere che il
Museo proporrà, nell’ambito della propria programmazione “invernale”, un evento che
racchiude i festeggiamenti per il decimo anniversario dall’inaugurazione della prima sezione del
museo, quella del Presepe Monumentale. “Oltre che proporre un momento per la comunità
locale e gli studenti, ci piacerebbe intercettare il pubblico degli appassionati presenti nei centri
vicini”, spiega il responsabile della sede museale Tiziano Cinti.

Attraverso gli interventi di tre storici dell’arte, specializzati in pittura e incisione del secolo scorso, verrà
proposto al pubblico un approfondimento su tre grandi artisti del Novecento: Fausto Pirandello, Publio
Morbiducci e Josef Váchal.

Nel corso delle conferenze saranno esposti i rispettivi autoritratti, concessi
in prestito per l’occasione da importanti collezioni private. I visitatori avranno quindi l’opportunità di
scoprire il mondo più intimo di questi protagonisti dell’arte del XX secolo osservando direttamente
l’immagine che gli artisti intendevano tramandare di sé stessi.

“(Auto)ritratti del ‘900” è dunque il titolo della proposta che il Museo Civico “Città di Cave”, nella sede dell’ex Ospedale Mattei, proporrà due incontri, il 7 e 9 dicembre 2022 alle 16:00, in un percorso artistico che ha al centro il senso di sé come elemento ancestrale attorno al quale si è costruita la storia delle espressioni umane.
Un itinerario visivo e narrato che parte dall’autoritratto quale elemento di auto-analisi degli artisti
coinvolti, per l’occasione mostrati al pubblico in esclusiva.
Un’iniziativa, spiega l’Assessore alla Cultura Silvia Baroni, che si inserisce all’interno degli
appuntamenti proposti a Cave per il periodo delle festività invernali, organizzati in sinergia tra
associazionismo, Comune e ProLoco e li arricchisce con l’obiettivo di “Coinvolgere le persone in cerca
di proposte ancora più suggestive e particolari. Sarà interessante – sottolinea Baroni – monitorare
questa tipologia di evento, per capire il grado di interesse e interattività con un pubblico ‘di passaggio’,
speriamo attratto da questa nuova offerta del nostro museo civico”.

Museo che quest’anno festeggia i 10 anni di attività e per l’occasione resterà aperto tutti i
giorni (tranne il 25 dicembre e il 1 gennaio ) con orario Lun-Ven 9:00-13:00 | 15:30-19:30 e Sab-Dom
10:30-12:30 | 16:00-19:00 (con la sola eccezione delle giornate del 24 e 31 dicembre nelle quali il museo resterà aperto con
orario 9:00-13:00)

Non solo si doveva bilanciare lo slancio verticale della magnifica chiesa barca, ma anche la piattaforma a tre metri dal piano del pavimento, il che “…poneva grandi problemi di rapporti di misure, armonizzazione di linee, di masse e volumi. le misure, secondo lo scultore, dovevano essere suggerite dagli stessi rapporti costruttivi del tempio: il rettangolo doppio quadrato, 1:2” … “L’eccezionalità del carattere monumentale.. escludeva gli elementi del presepio tradizionale, eliminando quei tratti folcloristici e pittorico teatrali, pur d’effetto, ma fondeva gli elementi paesistici e della grotta per delineare con le masse una linea curva concava…”.
Nella relazione si legge che “… la simmetria, obbligata, era resa meno geometricamente scontata da una zona dinamica di linee a sinistra e una statica a destra equilibrantesi al centro nel Bambino, punto di convergenza anche della luce, massima e calda al centro, freddo e lunare ai lati, una illuminazione senza ombre..”.
Lo scultore montò una piattaforma in scala nel suo studio, per misurare gli effetti di scorcio e correggerli prospetticamente. Tutto questo si è perso, assieme alla configurazione originale delle statue, alle scenografia, all’ambientazione in Sant’Andrea della Valle e al ‘fuoco fisso’ dell’osservazione. Le statue , ridotte all’essenziale, hanno oggi una diversa rilevanza. Il bambino appare sovradimensionato per ragioni prospettiche sia perché la Madonna si trovava nel punto più alto della scena a oltre tre metri, sia prece doveva essere la replica esatta di quello ‘modellato da San Vincenzo Pallotti’ e come quello antico, smontabile per essere mostrato ai fedeli. In 3 mesi lo scultore realizzò i bozzetti delle statue a 1/3, compreso un plastico illuminato. Le statue furono abbozzate nude e poi vestire: si effettuò una ricerca storica e poi, per la posa, si noleggiarono i costumi dalle sartorie teatrali. Posò il figlio Sirio per il San Giuseppe, per il re Assiro l’ex campione di boxe Erminio Spalla, per il re Indiano inginocchiato un nerboruto ospite ottantenne del Cottolengo Don Orione, la testa è l’autoritratto dello scultore. Le statue furono realizzate in 9 mesi. Ferri rielaborò la Madonna michelangiolesca e San Giuseppe in senso spiritualistico: “..o tradizionalistico-classico, non soddisfacevano l’artista e i padri. Mi ritirai nel mio studio: c’erano la parte centrale, la parte spirituale, la più importante, dell’opera. Furono 60 giorni di lavoro continuo. Lavorai di giorno, lavorai di notte per vedere su luci violente gli effetti plastici”…”distaccare nettamente il mondo materiale, raffigurato dai Re magi, esaltando il mondo spirituale, raffigurato dai Re magi, esaltando il mondo spirituale con le linee purissime e semplici della Vergine”.
L’evoluzione stilistica della sua ricerca lo porterà a un cambiamento sostanziale nelle forme e nei panneggi che si può apprezzare anche contemporaneo bozzetto per il concorso di secondo grado per le Porte di San Pietro. I padri Pallottini in seguito, pressati da difficoltà economiche, perderanno interesse, e il presepe sarà collocato nella cripta della Chiesa Regina Pacis, dove verrà inaugurato nel 1952. Questo grande spazio voltato a crociera, ambiente particolarmente suggestivo, oggi accoglie degnamente il Presepe Monumentale.